Altro argomento che torna ciclicamente in diverse eMail. Prendo spunto dall'ultimo scambio di email su questo dilemma e chiedo il parere dei lettori di questo post. Per non nominare in modo specifico qualcuno, mi baso su fatti realmente accaduti e racconto la storia di un autore che scrive romanzi, racconti, qualche manuale e magari si è cimentato pure con un saggio.
Quando X iniziò a scrivere, decise assieme ad altri esordienti che si poteva definire "scrittore" solo chi aveva pubblicato un testo senza pagare di persona le spese di stampa.
Dopo un paio di anni, X iniziò a pubblicare e a guadagnare dei soldi con alcuni manuali, ma non gli sembrò di essere diventato uno scrittore, e cambiò idea decidendo che l'etichetta di "scrittore", poteva essere associata solo a chi pubblicava narrativa.
Trascorse un altro anno, e dopo aver rifiutato proposte di pubblicazione a rimborso spese e l'aiuto di sedicenti agenti letterari, pubblica il primo romanzo con una piccola casa editrice. Non deve pagare nulla, a parte i soldi del trasporto per raggiungere le città dove presentare il libro, ma alla fine le copie si vendono solo durante le manifestazioni in mancanza di una distribuzione sufficiente e il signor X non riceve alcun compenso, anche se la piccola casa editrice, dopo aver messo fuori catalogo il libro, gli restituisce tutti i diritti d'autore. Alle presentazioni aveva notato l'interesse del pubblico, alcuni lettori gli avevano chiesto di firmare il libro, ma non si sentiva "scrittore" e allora cercò un pretesto per modificare i termini decisi in precedenza.
Gli venne in mente che non aveva mai vinto nessun premio letterario, e questo lo tenne al sicuro sino a quando un suo romanzo non arrivò finalista al premio Urania. La Mondadori pubblica solo il primo classificato, per gli altri nessun riconoscimento a parte la citazione, ma col terzo posto di un suo racconto al premio Oltrecosmo gli consegnarono una targa e la sicurezza di non essere uno "scrittore" iniziò a vacillare.
Essendo principalmente un appassionato lettore, tutti gli anni il signor X faceva volentieri il viaggio per andare alla fiera del libro di Torino. Mentre era in fila per pagare il biglietto con centinaia di persone davanti, gli si presentò l'opportunità ricercata: "Sarò "scrittore" solo il giorno che non dovrò fare questa file per entrare alla fiera". Già l'anno successivo, ricevette l'invito per presentare il libro di un amico ed entrò gratis, ma per i libri degli altri non contava. L'anno ancora seguente compilò il form di accredito on-line nonostante degli amici lo avessero avvertito che i controlli erano severissimi, però gli organizzatori gli mandarono a casa immediatamente l'invito per entrare gratuitamente senza fare la fila, ma forse non valeva ancora perché aveva compilato lui il form. L'anno seguente l'invitò arrivò automaticamente, e anzi da allora gli arriva tutti gli anni anche se offrono l'entrata gratuita solo per un giorno della settimana e l'ingresso ridotto gli altri, ma il signor X non aveva mai presentato un romanzo suo. L'ultimo anno è quello del grande balzo, con la presentazione a Torino del suo secondo romanzo pubblicato, perché non se la sente ancora di essere definito "scrittore" ora?
In realtà il termine "scrittore" lo ha trovato davanti al suo nome sulle locandine delle presentazioni dei libri alle quale partecipava come ospite e a volte come autore. Forse potrebbe essere questa la risposta "scrittore" è un termine che possono usare solo gli altri nei nostri confronti. Eppure sia per l'associazione culturale, che per lettura incrociata, ricevo numerose eMail da autori esordienti e una buona metà di loro non esita a definirsi scrittore e chiama "opera" il suo libro, forse sono io che sbaglio.
Test finale: siete bloccati su una astronave ad anni luce dalla terra, da soli senza alcuna possibilità di rientro, continuereste a scrivere nonostante la certezza che nessuno vi leggerà mai?
Per considerare un altro interessante punto di vista, leggete anche l'articolo di Massimo Acciai sull'argomento: http://www.galassiaarte.it/Chi_e_davvero_uno_scrittore.html anche con lui avevo scambiato qualche parere via eMail.